Perché affidare il marketing della tua PMI a una compagnia telefonica è una scelta pericolosa.
Negli ultimi mesi abbiamo assistito a un fenomeno preoccupante, che rischia di rovinare la reputazione a chi lavora con il web in modo professionale: i colossi delle telecomunicazioni, Vodafone, WindTre, TIM, hanno iniziato a vendere servizi di digital marketing e presenza digitale alle PMI.
Il loro approccio di vendita è quasi irresistibile: "Con soli X euro al mese ti gestiamo il sito, i social e le campagne pubblicitarie tramite i nostri sistemi avanzati di AI".
Sembra tutto perfetto, ma per un imprenditore, questa comodità rischia di trasformarsi nel più grande autogol strategico degli ultimi anni.
Ecco perché affidare il marketing della tua azienda a un fornitore di commodity è una scelta pericolosa.
Il marketing non è una "Utility" (e non dovrebbe esserlo)
La fibra ottica e la corrente elettrica sono commodity: non importa chi te le fornisce, l'importante è che "funzionino" e costino il giusto. Il marketing è l’esatto opposto.
È l'espressione della tua unicità. Se utilizzi un servizio pre-confezionato venduto "un tanto al chilo" a migliaia di altre aziende, stai accettando di diventare intercambiabile. Lo abbiamo già visto con ItaliaOnline.
Se il tuo marketing è identico a quello del tuo concorrente perché usate lo stesso "pacchetto", è praticamente impossibile distinguersi dalla massa e fare davvero la differenza.
100€ al mese: cosa stai comprando davvero?
Molte di queste offerte girano attorno a cifre irrisorie, spesso 100 o 150 euro al mese. Se lavori quotidianamente con le campagne pubblicitarie (come me), sai bene che questo budget è, tecnicamente parlando, irrilevante.
In quei 100€ devono rientrare il margine della compagnia telefonica, il costo della tecnologia (AI o software esterni) e l'eventuale budget per gli annunci. Quello che resta per la "pubblicità" vera e propria è una manciata di spiccioli che non basterebbe nemmeno a coprire i test di una singola giornata in una strategia seria.
Il budget minimo per campagne local (quindi molto limitate territorialmente) è ormai 10/15€ al giorno. Capisci bene che un'offerta del genere fa sorgere ben più di un dubbio sulla sua sostenibilità (e sensatezza).
Questi servizi non ti aiutano a vendere, ma solo a darti l'illusione di aver "agito" in qualche modo, ma non porteranno nessun risultato tangibile; eccetto un imbarazzante report mensile con un solo numero che ti dice che la tua scheda Google My Business è stata visualizzata da X utenti (visto con i miei occhi sulla pelle di vari clienti).
L'illusione dell'AI automatica
Le grandi compagnie telefoniche scalano questi servizi usando massicciamente l'intelligenza artificiale (loro stessi lo dichiarano). L'AI è uno strumento straordinario, ma se non è guidata da una visione strategica umana, produce contenuti "mediocri".
Perché? L'AI non conosce la storia della tua azienda, cosa vendi, per quali motivazioni hai soddisfatto con successo i bisogni dei tuoi clienti. Non sa perché quel particolare prodotto è superiore alla concorrenza. Non ha empatia.
Il risultato è la creazione di post social generici, testi del sito che sembrano scritti da un manuale d'istruzioni e campagne pubblicitarie che bruciano budget perché sono minimamente visibili e/o non intercettano i reali bisogni del tuo target.
Sei un numero di contratto, non un partner di business
Per un colosso della telefonia, il servizio di marketing è spesso un semplice "add-on": un modo per vincolarti maggiormente e aumentare l'incasso medio per utente, rendendoti più faticoso il passaggio ad un altro operatore.
Se la tua campagna non converte, al loro call center non importerà nulla. Il loro obiettivo è che tu continui a pagare il canone della fibra.
Un'agenzia o un consulente, invece, hanno successo solo se tu ottieni risultati. C'è una condivisione del rischio e dell'obiettivo che una multinazionale non potrà mai offrirti.
La prigione contrattuale: l'incubo della disdetta
E qui arriviamo al peggio: le compagnie telefoniche non vendono risultati, vendono canoni. E il loro modello di business si basa sulla durata, non sulla performance.
Spesso questi servizi hanno vincoli di 24, 36 o addirittura 48 mesi. Se dopo tre mesi ti accorgi che il servizio è inutile (e succederà), scoprirai che disdirlo è un incubo burocratico fatto di raccomandate, penali e rimpalli tra call center (anche qui, ci sono passata).
Un professionista o un'agenzia seria devono "guadagnarsi" il tuo rinnovo ogni mese portando risultati. Una telco, invece, ha la tua firma su un contratto blindato: che il marketing funzioni o meno, loro incasseranno la quota, del resto non gliene importa proprio nulla.
La mancanza di verticalità
Ogni settore ha le sue regole, il suo linguaggio e i suoi "trigger" d'acquisto. Un software automatizzato venduto da una telco tratterà allo stesso modo un’officina meccanica, uno studio legale e un ristorante bio.
Il marketing efficace è chirurgia, non una catena di montaggio. Richiede analisi del mercato locale, studio dei competitor diretti e una strategia di conversione personalizzata.
La comodità di avere "tutto in bolletta" è una sirena ammaliante, ma il prezzo nascosto è la marginalità della tua azienda.
Non delegare la voce della tua impresa a chi si occupa di cavi e ripetitori. Il web marketing è un investimento per generare fatturato, non un costo da tagliare o da "pacchettizzare".
La tua azienda merita una strategia, non un algoritmo pre-impostato.
